Le ragioni per cui una risorsa decide di lasciare l’azienda possono essere tante e riguardare diversi aspetti del lavoro. Per capire quali sono le motivazioni principali che spingono i dipendenti ad andarsene può essere utile condurre un colloquio di uscita, o exit interview, per conoscere i motivi delle dimissioni. L’ exit interview aiuta l’azienda a capire quali sono gli aspetti che favoriscono il ricambio dei dipendenti, ed è quindi un ottimo strumento di feedback da cui partire per lavorare su questi punti. Il colloquio di uscita è un’opportunità per l’azienda per ottenere feedback utili a migliorare l’esperienza dei propri dipendenti, in modo da ridurre il ricambio di personale e trattenere le risorse migliori. Normalmente, i profili che decidono di lasciare l’azienda sono più propensi a fornire feedback sinceri, anche quando non sono positivi, perché non temono ripercussioni sulla loro carriera. Per questo le risposte alle domande delle exit interview sono una risorsa preziosa per l’azienda. Sapere quali domande porre e come interpretare le risposte è essenziale per ottenere il massimo dal colloquio di uscita. Per questo abbiamo creato un elenco delle domande più efficaci e utili da porre durante l’exit interview, che possono adattarsi a tutte le aziende e a tutti i profili. È importante saper interpretare le risposte e raccogliere i dati principali che emergono dai diversi colloqui, in modo da effettuare un’analisi attenta delle dinamiche che possono allontanare le risorse. Vediamo ora quali sono le domande più indicate da porre ai candidati che hanno scelto di lasciare l’azienda, e cerchiamo di capire come interpretare le risposte e analizzare i dati raccolti in modo efficace. Come mai hai cercato nuove opportunità lavorative? La prima cosa da chiedere alla risorsa che ha scelto di andarsene sono le motivazioni che l’hanno spinta a cercare altro. Le risposte possono essere varie; vediamo le più frequenti e utili da analizzare. Altre motivazioni frequenti possono riguardare la scelta della risorsa di cambiare completamente settore o posizione lavorativa. In questo caso, spesso si tratta di decisioni individuali che non hanno direttamente a che fare con l’azienda, ma se i dati dimostrano che molte risorse danno questa motivazione, potrebbe essere utile rivedere l’iter di selezione del personale. Se la risorsa ha trovato opportunità altrove, è utile capire come mai non ha cercato le stesse opportunità nell’azienda attuale o quali ostacoli ha incontrato nel farlo. Analizzare le risposte a questa domanda può essere di grande aiuto per capire come migliorare la gestione delle esigenze del personale. Comprendere cosa impedisce al personale della propria azienda di cercare una crescita professionale interna e trovare delle soluzioni per superare questi ostacoli può fare una grande differenza non solo in termini di ricambio del personale, ma anche per la crescita complessiva della competitività dell’azienda. Permettere alle risorse di migliorare la loro posizione e le loro competenze significa contare su uno staff più preparato, motivato e produttivo. L’exit interview può essere un momento prezioso anche per capire se l’ambiente di lavoro che è stato creato funziona. Il rapporto tra i colleghi, la collaborazione o la competizione in un posto di lavoro, l’inclusività o le discriminazioni sono tutti aspetti che influiscono fortemente sul benessere di chi lavora e che possono portare le persone a decidere di lasciare una realtà lavorativa. Se la risorsa lascia l’azienda a causa dell’ambiente di lavoro è importante indagare sulle specifiche motivazioni. Le ragioni per cui una risorsa può non trovarsi a proprio agio in un ambiente di lavoro sono molte e spesso dipendono da situazioni personali. Quando si seleziona il personale è importante tenere conto anche delle competenze trasversali di una persona, per capire come può ambientarsi nel proprio team di lavoro. Quando le domande dell’exit interview sono finite, può essere utile chiedere alla risorsa di fare qualche esempio concreto di ciò che non ha funzionato, per esempio di casi di discriminazione o di difficoltà di comunicazione. Questo permette al datore di lavoro di identificare meglio il problema e capire se si è trattato di un episodio sfortunato, che probabilmente non ricapiterà, o di una questione ricorrente che va affrontata e risolta. Inoltre, ascoltare eventuali suggerimenti e feedback permette di capire cosa il personale ritiene più importante e quali sono gli aspetti che potrebbero far cambiare idea a chi vuole lasciare l’azienda. Anche se non tutti i suggerimenti potranno concretamente essere messi in pratica, è utile prendere nota di tutto ciò che viene detto e valutare dove si può migliorare, anche di poco. Vedere che una risorsa valida lascia l’azienda è doloroso, specie se lo fa perché ha trovato condizioni più favorevoli presso la concorrenza. Ma porre le giuste domande nell’exit interview può trasformare questo momento in un’occasione di crescita e di miglioramento per tutta l’organizzazione.Condurre l’exit interview: domande e risposte
Exit interview: esempi di domande
Quali sono gli ostacoli che ti hanno impedito di cercare le stesse opportunità in questa azienda?
C’è qualcosa che cambieresti nell’ambiente lavorativo?
Conclusione dell’exit interview: esempi e suggerimenti


